L’Europa che deve tornare a essere e fare l’Europa

L’Europa che deve tornare a essere e fare l’Europa

L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è un colpo al cuore per tutti noi. Ma è anche il frutto di ciò che è stato seminato.

Se l’Europa continuerà a essere sinonimo di austerità, paura, chiusura, se continuerà a essere vista come un problema e come un ostacolo, se i luoghi del potere e delle decisioni non torneranno a essere nelle mani dei rappresentati del popolo, questo sarà solo l’inizio della fine.

L’Europa deve tornare a essere e fare l’Europa. L’Europa dei popoli. Ovvero luogo di speranza, di prosperità, di benessere, di pace, di progresso, di diritti.
Su questo la sinistra europea deve battere un colpo e anche molto forte: le parole uguaglianza e crescita devono essere alla base del nostro agire politico.

L’unico dato confortante è quello dei giovani che in larghissima parte hanno votato a favore del remain. E da questo dato dobbiamo ripartire come sinistra europea.
Perché c’è una generazione che è nata europea, che crede nell’Europa e che ha tutti i numeri, l’intelligenza e la competenza per ricostruirla.
Ed è l’unica che può farlo.

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