Libertà di espressione

Libertà di espressione

Venerdì 4 novembre, nella Sala Feste di Palazzo Malvezzi, il collettivo Hobo ha impedito il corretto e normale svolgimento di un’iniziativa organizzata dal comitato di Studenti di sinistra per il Sì finalizzata ad approfondire la riforma costituzionale in vista del referendum del 4 dicembre prossimo.

hobo2Trovo assai grave e preoccupante che in un Paese libero come il nostro, un gruppetto di sedicenti studenti si permetta di interrompere e boicottare una normalissima iniziativa politica organizzata secondo tutte le regole. Senza bisogno di scomodare Montesquieu, ritengo che questi comportamenti nulla abbiano a che fare con la democrazia e la libertà di parola, pertanto vogliate perdonarmi se non posso fare a meno di definirli comportamenti fascisti. E c’è un’aggravante. E cioè il fatto che tutto questo sia avvenuto all’interno dell’Università di Bologna, la più antica del mondo occidentale, luogo di studio, dialogo, confronto per definizione. Peraltro non ho ancora sentito una parola forte e chiara da parte dell’Universitá stessa e quindi mi aspetto presto una presa di posizione netta sul fatto che tra le sue mura il confronto civile e democratico non solo è possibile, ma addirittura imprescindibile.

Questi collettivi ormai li conosciamo: sfidano costantemente lo Stato e le istituzioni (e quindi tutti noi!), non credono nella rappresentanza, non credono nella democrazia, rifuggono dalle regole e non esitano a imbrattare o mettere a soqquadro la nostra città dimostrando di non averla a cuore per nulla. Sembrano conoscere solo il linguaggio della violenza e dell’arroganza, e con esso impongono le loro ragioni. Ed è per questo che noi tutti dovremmo condannare con forza le loro azioni.hobo1

Azioni ormai sempre più frequenti peraltro. Perché quello che ho citato in apertura è addirittura il quarto episodio in pochi giorni. Ci sono stati gli atti vandalici sui muri dei circoli PD Andrea Costa e Galvani, ci sono stati gli scontri in Piazza Puntoni nel tentativo di boicottare un servizio pubblico come la mensa, scontri che peraltro qualcuno in quest’aula ha pure tentato di giustificare, e poi c’è stata la protesta violenta e non autorizzata contro una manifestazione politica a Firenze. Qualcuno in quest’aula venerdì scorso ha detto che 3 indizi fanno una prova, qui di indizi ce ne sono già 4 e quindi io penso sia decisamente il caso di dire basta.

Purtroppo, invece, noto che c’è qualcuno, anche seduto tra questi banchi, che strizza l’occhio ai collettivi, che tenta di giustificarli, che non prende con forza le distanze dalle violenze e dagli atti intimidatori e antidemocratici che essi attuano in questa città.

E che non li si definisca studenti, per piacere. Perché non lo sono.

Se è con gli studenti che vogliamo parlare, se sono le loro ragioni che vogliamo ascoltare, ricordo a tutti che esiste un organo di rappresentanza deputato che si chiama Consiglio Studentesco. Perché le istituzioni ci sono eccome e noi che nelle istituzioni siamo seduti dobbiamo essere i primi a rispettarle.

Ho sentito onestamente poche prese di distanza, poche condanne, anche da alcuni colleghi sempre pronti – come me –  a difendere i diritti violati, la libertà di pensiero e di informazione soprattutto per i più deboli. Ma lungi da me pensare che questa mancanza risieda nel fatto che quegli studenti ai quali è stato impedito di svolgere la loro iniziativa la pensino magari diversamente da molti di noi perché sono certo che, come me, anche tutti voi pensiate che il rispetto reciproco sia sempre dovuto e vada sempre garantito, anche nella diversità di opinioni, anche nella diversità di vedute. E che un sopruso è tale sia che sia rivolto a me, sia che sia rivolto a un mio avversario politico. Altrimenti dove sta la libertà di pensiero, dove il rispetto delle regole?

Io sarò sempre contro qualsiasi forma di violenza e di sopruso. Qualsiasi. Perché questo mi ha insegnato la sinistra e questo mi ha insegnato la costituzione italiana. Quella stessa costituzione che dicevano di voler difendere quelli che venerdì hanno impedito ad altri di parlare. Quella stessa costituzione che forse proprio loro dovrebbero essere i primi a leggere, conoscere e studiare.

hobo3

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