Istruzione ed educazione per contrastare la povertà e costruire l’uguaglianza tra i cittadini

Istruzione ed educazione per contrastare la povertà e costruire l’uguaglianza tra i cittadini

In Emilia-Romagna 1 minore su 10 è in povertà relativa. Uno studente di 15 anni su cinque non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura, 4 su 10 non hanno letto nemmeno un libro lo scorso anno e 6 su 10 non sono mai andati a teatro. Il 13,3% dei giovani tra i 18 e i 24 anni si è fermato alla terza media e la percentuale sale a 16,4 tra i maschi.

Questi sono alcuni dei dati che emergono dal settimo Atlante dell’Infanzia «Bambini, Supereroi» di Save the Children e che mostrano una fotografia della nostra regione che DEVE farci riflettere molto.

Se, va detto, non vi è oggi un’emergenza sui bisogni primari e quindi si parla di povertà relativa e non assoluta, non possiamo comunque permetterci di abbassare la guardia di fronte a questi dati. Perché, per esempio, dal basso livello di scolarizzazione (che da noi raggiunge il 34%!) dipendono povertà, esclusione sociale e conseguente crescita delle disuguaglianze.
In Italia il 60% di chi nasce da genitori con licenza media rischia infatti povertà ed esclusione, percentuale che si abbassa fino al 13% per i figli di genitori laureati.

Ovviamente dal rapporto emergono anche dati positivi che vanno sottolineati e difesi con forza.
Il 43% dei minorenni naviga in rete, 1 bambino su 2 frequenta il tempo pieno alle elementari (a Bologna addirittura il 55%!) e asilo nido e servizi integrativi per l’infanzia sono presenti in 9 comuni su 10 raggiungendo una copertura dell’87% a fronte di una media nazionale che si ferma al 57.

Cito tutti questi dati per dire che il sistema emiliano romagnolo (e quindi anche quello bolognese) è un sistema solido e virtuoso che ha saputo aggiornarsi e migliorarsi nel tempo. E questo è innegabile. Ma non possiamo andare avanti per inerzia perché davanti a noi abbiamo una grande sfida educativa e sociale. Come istituzione e come amministrazione di sinistra abbiamo la responsabilità di far sì che NESSUN BAMBINO e NESSUN ADOLESCENTE rimanga indietro e per riuscirci dobbiamo puntare tutto su quei capisaldi fondamentali che sono la cultura e l’educazione, leve di uguaglianza e di democrazia.

In questo contesto si inseriscono perfettamente alcune riflessioni fatte in commissione qualche giorno fa rispetto agli istituti di istruzione superiore (tecnici e liceali) e al ruolo fondamentale che essi, insieme all’università, devono avere nel nostro Paese e nella nostra città.
Esiste oggi un modello Bologna che DOBBIAMO continuare a rivendicare con forza. Scelte orgogliosamente di sinistra fatte negli anni che, unite alle sinergie fondamentali createsi tra scuola, imprese e istituzioni, hanno facilitato la mobilità sociale nella nostra città.
Io stesso, come tanti altri miei colleghi, ne sono un esempio perché, da figlio di impiegati, ho avuto accesso ai livelli più alti di formazione universitaria e mi trovo oggi a rappresentare i miei concittadini in un luogo come il consiglio comunale. Di questo si tratta quando parliamo di diritto allo studio.

Ma parafrasando una straordinaria donna delle istituzioni che ci ha lasciato poche settimane fa, Tina Anselmi, nessuna conquista è definitiva e quindi dobbiamo continuare a battere su questi temi perché è su questo campo che si gioca il ruolo della politica e della sinistra.
Rivendichiamo quindi ancora la dignità di tutti gli istituti di istruzione superiore, mettendo in primo piano una formazione che sia legata alle attitudini dei ragazzi e non alla loro appartenenza sociale perché solo così aiuteremo i cittadini di domani a crescere nell’uguaglianza e contrasteremo l’abbandono.
Teniamo a mente l’insegnamento di Giovanni Sedioli che, onorando e dando dignità alla cultura tecnica, ha contributo a rendere grande la nostra città, ma continuiamo anche a valorizzare in nostri licei che si caratterizzano sempre per la straordinaria preparazione che offrono.
Abbiamo una grande sfida soprattutto culturale che è quella di considerare allo stesso modo i licei e gli istituti tecnici. Un unico grande soggetto in grado di formare, di educare, di fornire le basi culturali e civiche per ogni persona.

Mentre il mondo sembra deragliare, l’individualismo impera e i corpi intermedi perdono credibilità, noi dobbiamo sforzarci di mantenere la barra dritta e lavorare ogni giorno per non lasciare indietro nessuno, a cominciare dai bambini e dagli adolescenti, costruendo una società basata su uguaglianza e meritocrazia (perchè senza uguaglianza non c’è meritocrazia) che dia a tutti le medesime possibilità di accesso.
Possiamo farlo perché abbiamo costruito nel tempo tanti presupposti per riuscirci.

Mi avvio a concludere con alcuni input che vorrei dare a questo consiglio:
se i ragazzi non vanno a teatro, noi impegniamoci a salvare il Comunale (che però poi abbia la forza di reggersi soprattutto sulle sue gambe) e facciamolo diventare la loro casa (e la casa di tutti i bolognesi) così che comprendano il valore immenso della cultura e il privilegio di avere un’istituzione così nel cuore della nostra città. Se i ragazzi non leggono, noi portiamoli nelle nostre belle biblioteche di quartiere e coinvolgiamoli con progetti che li facciano appassionare alla lettura e stimolino la loro curiosità sul mondo.

E poi ascoltiamoli, ascoltiamo i loro bisogni e le loro voci.

Apriamoci alle sollecitazioni come quella che abbiamo ricevuto venerdì scorso dalla Presidente del Consiglio Studentesco Fabiana Maraffa di cui tutti avrete letto sui giornali.

Fabiana, con il suo bellissimo intervento, ha parlato di uguaglianza e di equità, ha parlato del diritto che hanno tutti di accedere al sapere attraverso anche attraverso servizi complementari e fondamentali quali mensa e affitti.

Siamo una città e ci occupiamo di cittadini. Di cittadini di domani e di oggi. Perché se crescono loro cresciamo tutti, se perdono loro perdiamo tutti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>