Un Teatro Comunale che torni a parlare con la Città

Un Teatro Comunale che torni a parlare con la Città

Il Teatro Comunale è un’istituzione fondamentale​ ​per Bologna e deve rappresentare un fiore all’occhiello per essa, per la Regione e il Paese, oltre a dover ambire a diventare un elemento caratterizzante a livello internazionale.

Nel corso del Consiglio Comunale del 26 giugno abbiamo quindi approvato una delibera che pareggia il bilancio e permette al​ ​Teatro di non chiudere o essere declassato a Teatro Storico, cosa che avrebbe comportato un problema ancora più grande. Lo abbiamo fatto per​ ​la Città​ ​e lo abbiamo fatto per i lavoratori che in questi mesi​, pur non avendo responsabilità nelle scelte di chi amministra il teatro, hanno vissuto un periodo assai complesso e delicato​. È anche grazie ai loro sacrifici e alla responsabilità dimostrata che il Teatro ha potuto rimanere aperto.

​Ma quanto approvato in Consiglio Comunale non basta.​

Nel mio intervento ho voluto rimarcare alcuni punti sui quali l’attuale management avrebbe potuto fare di più e meglio. Perchè a mio avviso oggi il Comunale pare avulso dalla città e dal suo centro storico: non dialoga, non dimostra empatia,​ ​si isola.​ ​Nel manifestare le mie perplessità, ho quindi posto quesiti chiari.
Innanzitutto credo che occorra capire se ​gli attuali amministratori sono ancora in grado di gestire il Teatro Comunale e di riportarlo a un nuovo splendore. Perchè l’atteggiamento supponente che hanno tenuto in commissione è stato assai sgradevole. ​
In secondo luogo ritengo necessario ottenere da loro la garanzia di un piano serio di risanamento e di sviluppo. Che garanzie abbiamo, vista la gestione di questi anni, che avremo un serio sviluppo nei prossimi anni? Inoltre penso che debba essere inserita in organico una figura che abbia competenze finanziarie comprovate.

E poi – e su questo punto voglio insistere molto – il Teatro deve aprirsi alla Città, per davvero. Perchè non può che essere un attore fondamentale del centro storico e il fulcro del quadrilatero della musica. E per diventarlo, a chi lo gestisce non possono mancare capacità di dialogo e ascolto. Ho quindi chiesto, nei prossimi mesi, un confronto costante con il Consiglio Comunale e con la Città che ovviamente non deve vertere sulle scelte artistiche, bensì su quelle politiche ed economiche.

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