Il Pilastro è f(F)ico, Fico sia Pilastro

Il Pilastro è f(F)ico, Fico sia Pilastro

Come tutti sappiamo mercoledì apre FIco, la Fabbrica Italiana Contadina, e apre al Pilastro nel quartiere San Donato San Vitale. Il Pilastro è un villaggio (così ci piace definirlo) del quartiere ed è un posto molto fico (cioè posto bello, da ammirare, elegante. Dal dizionario Treccani: nel linguaggio giovanile, di persona abile, astuta, che si fa ammirare per qualche sua particolare capacità, o anche elegante, di bella presenza può essere riferito anche a cosa, a situazione o avvenimento) è un luogo della nostra città, nato e cresciuto nella periferia di Bologna.

E’ un villaggio che ha tante potenzialità, che troppo spesso viene considerato e dipinto come un posto pericoloso e ai margini. Il pilastro invece è un villaggio bellissimo, è un pezzo della nostra città di cui andare orgogliosi per i tanti passi in avanti fatti negli anni. Certo i problemi non mancano, non bisogna mai nasconderli ma anzi sempre affrontarli con coraggio e determinazione come stiamo facendo assieme al Quartiere e al suo Presidente Simone Borsari, ma oggi il pilastro è un pezzo di cuore della nostra città. Il suo parco Pasolini bellissimo, le torri come sono definite, gli orti, le sue case popolari, le scuole, le associazioni, le tante brave persone che lo vivono, lo rispettano, gli vogliono bene. Il pilastro è un luogo fico ma il Pilastro è anche Fico perchè la Fabbrica Italiana nasce lì.

Fico invece è una grande sfida per la nostra città, una sfida come è stata il Pilastro 50 anni fa. Una sfida quella di Fico che io spero noi riusciremo a vincere. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo perché Fico rappresenta una grandissima opportunità per il Pilastro, per il quartiere, per Bologna, per l’Emilia Romagna per l’Italia verso l’Europa e verso il mondo. Una sfida per tutti noi su una delle eccellenze italiane, emiliano romagnole e bolognesi più grandi: il cibo. Fico non è infatti un parco giochi, Fico è un parco educativo. Perché il cibo, l’alimentazione è se non tutto molto della nostra qualità di vita. Cibo è benessere, è cultura, è salute, è tradizione, è educazione, il cibo rappresenta chi eravamo, chi siamo e chi vogliamo essere. 

Fico, diciamocelo, è anche una rivincita al centro meraviglie, un centro costruito con le spalle al pilastro quasi a voler mandare un messaggio di chiusura, di indifferenza, quasi a dire meno siamo pilastro e meglio è. Fico invece ha lo sguardo sul pilastro (e su Bologna) e deve saperlo avvolgere, coinvolgere, attrarre partendo dalle sue eccellenze e peculiarità. L’agenzia di sviluppo creata appositamente deve essere il perno centrale del rapporto che bisogna avere con il territorio. Abbiamo bisogno che Fico non sia solo numeri e visitatori. Fico dev’essere relazioni e opportunità, lavoro e sociale,  deve creare relazioni e interazioni con la facoltà di agraria, con gli orti, con le associazioni del territorio. Deve essere un riferimento e un luogo di opportunità di lavoro, di formazione anche per le persone fragili, in difficoltà, ai margini. Fico dev’essere un ‘occasione di riscatto sociale. Per questo spero che sia previsto un bilancio sociale annuale per Fico (se non è previsto lo chiedo).

Se Fico sarà solo un’operazione economico/finanziaria che guarderà solo ai conti o al numero di visitatori Fico non avrà vinto la sfida e nemmeno noi.  Fico vincerà la sfida solo se avrà anche un’anima, un cuore, se saprà integrarsi con il pilastro e con la nostra città. Fico sarà una sfida vinta se saprà essere Pilastro ed essere fico come il Pilastro. 

Chiederò udienza conoscitiva su agenzia di sviluppo e sul Bilancio sociale di Fico.

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